“Imprenditori” di carità!

Il Bilancio Sociale che presentiamo illustra il lavoro svolto nel 2108 dalla Cooperativa Agape a favore delle famiglie dell’ambito territoriale Treviglio – Caravaggio. Alla sua elaborazione e stesura hanno contribuito tutte le componenti della Cooperativa, a cominciare dagli operatori e dai coordinatori delle diverse aree. Il bilancio sociale è stato redatto secondo le Linee Guida di cui al Decreto 24 gennaio 2008.

Il discorso che il Santo Padre Francesco ha rivolto ai membri della Confederazione delle Cooperative Italiane, il 19 marzo scorso, in occasione della udienza per i 100 anni di fondazione, offre numerosi spunti di ispirazione per il nostro operare a favore delle persone e delle famiglie.

La cooperazione ha saputo rendere concreta attraverso un serio e generoso impegno la dottrina sociale della Chiesa, cosicché non rimane “una parola morta o un discorso astratto, ma diventa vita grazie a uomini e donne di buona volontà, che le danno carne e concretezza, trasformandola in gesti personali e sociali, concreti, visibili e utili.”

“Il modello di cooperativa sociale – ricorda il Santo Padre – è uno dei nuovi settori sui quali oggi si staconcentrando la cooperazione, perché esso riesce a coniugare, da una parte, la logica dell’impresa e, dall’altra,quella della solidarietà: solidarietà interna verso i propri soci e solidarietà esterna verso le persone destinatarie. Questo modo di vivere il modello cooperativo esercita già una significativa influenza sulle imprese troppo legatealla logica del profitto, perché le spinge a scoprire e a valutare l’impatto di una responsabilità sociale. In tal modo,esse vengono invitate a considerare non solo il bilancio economico, ma anche quello sociale, rendendosi conto chebisogna concorrere a rispondere tanto ai bisogni di quanti sono coinvolti nell’impresa quanto a quelli del territorioe della collettività. È in questo modo che il lavoro cooperativo esplica la sua funzione profetica e di testimonianza sociale alla luce del Vangelo”.

Il Papa sottolinea come il vantaggio più importante ed evidente della cooperazione è “vincere la solitudine che trasforma la vita in un inferno”. Questo mondo malato di solitudine ha bisogno di iniziative che permettano di affrontare insieme ad altri ciò che la vita impone. Camminando e lavorando insieme si sperimenta il grande miracolo della speranza: tutto ci sembra di nuovo possibile. In questo senso la cooperazione è un modo per rendere concreta la speranza nella vita delle persone.

“Potremmo così dire – continua il Papa Francesco – che la cooperazione è un altro modo di declinare la prossimità che Gesù ha insegnato nel Vangelo. Farsi prossimo significa impedire che l’altro rimanga in ostaggio dell’inferno della solitudine. Va fatto non tanto con le parole, ma soprattutto con impegno, amore, competenza, e mettendo in gioco il grande valore aggiunto che è la nostra presenza personale. Va fatto con vicinanza, con tenerezza. Questa parola, tenerezza, che rischia di cadere dal dizionario perché la società attuale non la usa tanto. Solo quando ci mettiamo in gioco in prima persona possiamo fare la differenza. Ecco: cooperare è uno stile di vita.“Io vivo, ma da solo, faccio il mio e vado avanti…”. È un modo di vivere, uno stile di vita. L’altro invece è: “Io vivo con gli altri, in cooperazione”. È un altro stile di vita, e noi scegliamo questo.

Facendo riferimento al brando del Vangelo che riporta la guarigione del paralitico il Santo Padre ricorda che “la cooperazione è un modo per “scoperchiare il tetto” di un’economia che rischia di produrre beni ma a costo dell’ingiustizia sociale. È sconfiggere l’inerzia dell’indifferenza e dell’individualismo facendo qualcosa dialternativo e non soltanto lamentandosi. Chi fonda una cooperativa crede in un modo diverso di produrre, unmodo diverso di lavorare, un modo diverso di stare nella società. Chi fonda una cooperativa ha un po’ dellacreatività e del coraggio di questi quattro amici del paralitico. Il “miracolo” della cooperazione è una strategia disquadra che apre un varco nel muro della folla indifferente che esclude chi è più debole”.

Infine il Papa richiama un tema a lui particolarmente caro: le periferie esistenziali. “In particolare, sono lieto di sentire che avete frequentato le periferie esistenziali dove si annidano di più le vulnerabilità: è questo il luogo privilegiato della nostra testimonianza. Insistere sulla categoria delle periferie è dovuto alla scelta che ha fattoGesù, il Figlio di Dio, venendo nel mondo. Egli ha scelto la periferia come centro della sua missione. E non l’ha fattosolo geograficamente venendo al mondo in una periferia del grande impero romano, ma lo ha fatto andando incontro ad ogni uomo messo in periferia a causa della povertà, della malattia e dei suoi stessi sbagli”.

Parole preziose che vogliamo assumere come guida per il nostro lavoro di sostegno e promozione delle famiglie, aiutandole a rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscono il pieno sviluppo psicofisico e spirituale.

Presentiamo il Bilancio Sociale 2018 alle realtà interessate. Agli utenti, che sempre più numerosi si avvalgono dei nostri servizi, esprimendo ogni anno un lusinghiero gradimento delle prestazioni ricevute. Ai sociche, approvando il Bilancio Sociale, riconoscono in esso una scelta di valore, la motivazione all’agire, l’occasione per fare il punto sulla situazione della Cooperativa e immaginare il futuro. Agli operatori sanitari e psicosociali dei servizi della Cooperativa, risorse umane competenti e motivate che, insieme ai volontari messi adisposizione dall’Associazione “Centro per la Famiglia”, attraverso il loro lavoro quotidiano, esprimono il sensopiù vero e profondo di questa “impresa sociale”. Il documento viene inoltre diffuso alle istituzioni e alle aziende sanitarie, socio sanitarie ed educative – pubbliche e private – del territorio.

Da parte nostra continueremo a far del nostro meglio per offrire un servizio qualificato e competente alle tante famiglie che si rivolgono ai nostri centri, offrendo loro uno spazio di accoglienza, attenzione e cura. Buona lettura!

Per il Consiglio di Amministrazione – La Presidente Prof.ssa Elena Fernanda Lingiardi